domenica 18 febbraio 2018

La storia del Giro d'Italia e la prima tappa del 100° Giro che nel 2017 è partito da Alghero (Alguer) la città catalana per eccellenza in Italia, situata nel Nord Ovest della Sardegna.

Era l'estate del 1908 quando sui giornali comparve un articolo in cui si proponeva la creazione di una gara ciclistica a tappe in Italia, imitando il Tour de France.

Il ciclismo era uno sport molto seguito già a quei tempi, in Italia, le prime biciclette fecero la loro comparsa nel 1881, all'Esposizione di Milano.

Il primo giro venne organizzato in fretta ma bene: correndo tre gare a settimana per diciotto giorni, fra il 13 ed il 30 maggio.
Il regolamento era uguale a quello del Tour francese, con una classifica a punti a seconda dell'ordine di arrivo delle varie tappe e la possibilità di sostituire solo alcuni elementi della bicicletta, come ruote, pedali e manubri.

La partenza avvenne il 13 maggio 1909 alle 3 del mattino a Milano e fu una gara incredibile perché al primo via ci fu una caduta collettiva! L'ultima tappa del primo Giro d'Italia partì il 30 maggio 1909. L'arrivo, posto al centro dell'Arena fu tagliato per primo dal romano Beni, ad arrivare furono un totale di 49 corridori, che avevano percorso 2408 chilometri.

Lo sport degli anni 1910-1920 è stato ovviamente condizionato dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale: le attività furono sospese e molti atleti di diverse discipline persero la vita.
E' nel 1931 che venne adottata come divisa del vincitore la "maglia rosa". La prima fu assegnata a Learco Guerra vincitore della prima frazione del Giro 1931 la Milano-Mantova.

All'alba della Seconda Guerra Mondiale Bartali era già famoso avendo vinto nel 1936 e nel 1937, Nel 1940 Fausto Coppi fu ingaggiato dalla Legnano. Fu un Giro quasi tutto italiano, le vicende europee avevano impedito ai campioni stranieri di partecipare, ad eccezione di un gruppo di svizzeri e una ristrettissima rappresentanza tedesca. Accadde in questa gara che Coppi si staccò dal gruppo e nella volanta verso Modena la prima volta il radiocronista Mario Ferretti pronunciò la famosa frase: "Un uomo solo è al comando... Il suo nome è... Fausto Coppi!"

Un'invenzione dei giornalisti fu la "maglia nera": si trattava del premio assegnato all'ultimo ciclista classificato ed addirittura era talmente ambito come riconoscimento che alcuni ciclisti fecero di tutto per restare sempre ultimi, poi l'uso cadde nel dimenticatoio.

Negli ultimi anni il Giro è ancora dominio italiano.
L'edizione 2004 parte col ricordo della tragica scomparsa di Pantani, avvenuta pochi mesi prima.
Nel 2006 la corsa che parte dal Belgio in memoria dei minatori morti nel 1956 nel disastro di Marcinelle.
L'edizione 2008 partì dalla Sicilia mentre nel 2009, quella del centenario, da Venezia e si conclude a Roma.
Nel 2010 la corsa partì da Amsterdam (Olanda), mentre l'edizione 2011, quella che festeggia i 150 anni dell'Unità d'Italia, parte da Torino. Al terzo giorno la tragedia sconvolge il Giro poiché lungo la discesa dal Passo del Bocco il ciclista belga Wouter Weylandt cade ad alta velocità e nonostante i soccorsi, muore poco dopo. Il successo finale è nettamente appannaggio di Contador, con sei minuti su Michele Scarponi e sette su Nibali. La successiva squalifica per doping del vincitore, consegna la maglia rosa a tavolino a Michele Scarponi che muore nel 2017 mentre si preparava per il 100° Giro che poco dopo sarebbe partito da Alghero in Sardegna.

La città è stata felice di accogliere tutti gli sportivi e i loro staff ed ha voluto dimostrarlo vestendosi di rosa.

Il colore della maglia ed i simboli del ciclismo, infatti, erano presenti dovunque, grazie alla collaborazione di tutti i cittadini!

Quest'ultima edizione è stata vinta da Tom Dumoulin primo ciclista olandese a vincere il Giro d'Italia! 

Di seguito alcuni miei scatti.






Scatto del centro storico, sguardo rivolto verso il Duomo, in alto si notano gli addobbi creati per l'evento con cerchi di biciclette e fiori rosa.

Questa sono io davanti al palco in cui è stata presentata la particolare Coppa del Giro.

Trofeo "Senza Fine" esposto in una teca presso l'Aeroporto di Alghero (SS)


Nel mega schermo vedete Fabio Aru,  campione sardo che a causa di una brutta caduta durante gli allenamenti non è riuscito a partecipare. 

Scorcio del centro storico.

Bicicletta creata da un artigiano locale e posta sul fortino presente sul porto nei pressi della Torre Garibaldi.

*Tutte le informazioni sono state tratte da vari siti presenti su internet specializzati in ciclismo.

mercoledì 14 febbraio 2018

Perché il 14 Febbraio è la Festa degli innamorati? Buon San Valentino!

Oggi si festeggia l'Amore, non solo per chi è in coppia ma anche in senso universale, verso gli amici e la terra che ci ospita!
Ricordiamo di esprimere sempre questo sentimento, non aspettiamo solo il 14 febbraio! 


San Valentino è il patrono dell'amore!
Il santo è stato il primo Vescovo di Terni nella cui cattedrale si conservano le sue spoglie, c'è un legame tra il Santo e Ozieri, infatti è proprio qui nella Chiesa dedicata ai santi Cosma e Damiano che un frate dell'ordine dei Cappuccini di origini ozieresi, nel 1838, ha sepolto alcune sue reliquie! 
La festa affonda le sue radici nel 300 dC ed in un certo senso sostituisce la festa pagana dei Lupercalia dedicata al dio della fertilità, consisteva in riti di divertimento sfrenato molto discordanti dall'idea di Amore cristiano.
Fu nel 496 che Papa Gelasio I decise di ribattezzarla "Festa dell'Amore" e di anticiparla di un giorno che era quello dedicato a San Valentino facendolo diventare di conseguenza il patrono degli innamorati.
La tradizione si è diffusa grazie ai frati benedettini in tutti i loro monasteri, prima in Italia poi in Europa ed ora è festeggiata in tutto il mondo.


domenica 11 febbraio 2018

Aiutiamo la ricerca sulla SLA "Amyotrophic Lateral Sclerosis"

Con la sola visualizzazione del seguente video aiutiamo la ricerca sulla SLA (Amyotrophic Lateral Sclerosis), visualizzatelo e condividete con i vostri amici nei social media!!!


I ricavati aumentano in base al numero delle visualizzazioni e saranno utilizzati per la ricerca di cure delle persone colpite da questa malattia, perciò è importante condividere e soprattutto visualizzare!
Proviamoci!

Aiutiamo anche l'AISLA, sono utili pure piccole donazioni, l'unione fa la forza!


Buona domenica!

"Nelle città senza mare...chissà a chi si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio...Forse alla luna..."
(Banana Yoshimoto)

sabato 27 gennaio 2018

27 Gennaio 2018, non dimentichiamo!

 Per non dimenticare,  anche quest'anno ecco il mio post relativo a quel terribile evento che ha dato la morte a tanti innocenti.

Quest'oggi dedico il post ad un frate francescano polacco che ha dato la sua vita in cambio della salvezza di un padre di famiglia che era destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz.

È stato beatificato nel 1971 da Papa VI, che lo chiamò "Martire dell'amore" e proclamato Santo nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II.

San Massimiliano Maria Kolbe, Sacerdote, Martire, Santo. 


Maksymilian Maria Kolbe
(Polonia, 8 gennaio 1894 – Auschwitz, 14 agosto 1941)

La sua statua la troviamo presso la Chiesa di San Francesco
in Via Carlo Alberto ad Alghero (Italy).