venerdì 3 novembre 2017

Autunno in Barbagia, Cortes apertas a Ottana 2017

Per Ottana (NU) questo è stato il primo anno di partecipazione alle Cortes apertas della ormai famosa manifestazione tipica autunnale della Barbagia in Sardegna ( links utili: SardegnaTurismo: autunno in Barbagia 2017 e Sito ufficiale Comune di Ottana ).

Le origini del paese risalgono addirittura al paleolitico come testimoniano i numerosi ritrovamenti litici e i nuraghi della zona.
Il periodo di maggior splendore per Ottana durò circa 500 anni, dall'anno 1000 al 1500 circa, periodo in cui Ottana fu sede della diocesi e successivamente anche sede vescovile, nei primi dell'anno 1000 fu costruita la cattedrale dedicata a San Nicola (in stile romanico).
Dopo il 1503, con la chiusura della diocesi, ha inizio un continuo spopolamento del paese sino a metà del 1900 in cui la situazione inizia a migliorare un pochino.


Il paese si trova in prossimità del fiume Tirso, le attività su cui si basa l'economia sono fondamentalmente: l'agricoltura, la pastorizia e l'artigianato.


L'evento creato dall'associazione dei giovani del luogo, che ha portato alle luci della ribalta il paese, è il carnevale detto "Su Carrasegare", in cui si vedono sfilare le maschere lignee tipiche del paese "Boes e Merdules", i Boes rappresentano le bestie che vengono addomesticate dall'uomo, i Merdules.
Da quest'anno sarà possibile vedere queste maschere anche in autunno per l'evento denominato Cortes apertas che fa parte del programma regionale "Autunno in Barbagia".



Ho avuto modo di visitare Ottana in quest'occasione senza necessità di andarci con la mia auto, ci sono arrivata comodamente con l'autobus della compagnia di Alghero CattognoViaggi.
Un evento molto ben organizzato in cui si ha la possibilità di assaggiare cibo e bevande tipiche di produzione degli abitanti che mettono a disposizione dei tanti visitatori le loro corti adibite a luoghi di incontro in cui è possibile acquistare vari souvenir alimentari e non, per esempio: vino, liquori, miele, dolci tipici, formaggi, pane o accessori quali: piccole maschere, gioielli, quadri, tessuti e tanto altro ancora...


Come d'abitudine in fondo a questo post ho il piacere di mostrarvi un video e alcune foto che ho scattato personalmente con la mia fedele Sony a5100.

Clicca qui per vedere il mio video.


All'ingresso del paese troverete queste due maschere scolpite nella pietra:
1.Merdule

2.Boe

Murales, tipici graffiti della tradizione sarda.

Murale/Graffito che cita:
Un Popolo,
Una Lingua,
Una Storia.

Chiesa di San Nicola.


In questa foto, quella al centro sono io con due giovani ragazze di Ottana che indossano i loro bellissimi costumi, ricchi di gioielli, pizzi, tessuti pregiati e ricami artigianali colorati.


In questa corte c'era un'esposizione e vendita di una vasta quantità di gioielli artigianali creati con diversi materiali: argento, tessuti ricamati, pietre, coralli e cosa particolarissima in sughero locale! Vedete in basso a destra alcuni bracciali con sughero da un lato e tessuto dall'altro. Che dire...Semplicemtente stupendi!

Bambino con costume, indossa il copricapo chiamato: sa berritta.

Camminando nei vicoli del paese è stato bello incontrare giovani vestiti in costume.


Artigiano locale che intaglia il legno per creare splendide maschere ottanesi.

Monile artiginale in argento e corallo.


Particolare quadro creato con intrecci di fili colorati, qui è rappresentato il Boe.

Sa pintadera, è una sorta di timbro che serviva per identificare il pane di ogni famiglia quando si usufruiva dei forni comuni.

Liquori preparati dalle donne del paese, sono a base alcolica e speziati al mirto, miele, zenzero, cioccolato, limone, arancia, mandorle, ecc.

Questo è uno soltanto dei molteplici piatti che era possibile gustare durante la giornata a Ottana, piatto con polenta e sugo di montone, formaggio pecorino e pane "govone", il tutto accompagnato da ottimo vino rosso!

Formaggio locale di varie stagionature e salsicce affumicate.

In questa corte è stato interessante assistere alla concia delle pelli.

In ogni via del paese erano presenti i Boes e Merdules con i classici campanacci e sacche in pelle.

Quella in secondo piano, la figura femminile vestita di nero si chiama: sa Filonzana.
Simbolicamente il filo che tiene in mano è il sottile filo del destino umano.

Maschere ottanesi nel dettaglio.


Esposizione di antichi strumenti usati dai pastori per la produzione dei prodotti caseari.

Curiosando dall'esterno di una finestra...

Arredamento tipico paesano dei tempi passati... Nel secondo ripiano vedete una bella fisarmonica.

Vari esempi di Caratzas (maschere lignee per il viso).


Un momento della sfilata dei Boes seguiti dai Merdules.

Sa filonzana.



Tutto pronto per la sfilata.





Uscio in ferro battuto con particolare "pavoncella".