lunedì 26 febbraio 2018

Com'è nato il Carnevale? È una festa pagana o cristiana? Quando si festeggia?

Quando e per quale motivo festeggiamo il Carnevale?

Si dice che l'epifania tutte le feste porta via ma neanche finito gennaio i più già iniziano a pensare alla maschera che indosseranno per Carnevale. 

Carnevale festa di colori e scherzi, giornate di divertimento sfrenato e spensieratezza, giornate in cui ci si può travestire da ciò che più piace: coccinella, pulcino, pomodoro, o da chi più piace, supereroi o personaggi delle favole: Wonder Woman, Spiderman, Cenerentola o Principe azzurro, a ognuno il suo costume, se prendiamo in considerazione che tutti, chi più chi meno, generalmente prima di uscire da casa indossa “la maschera” con cui gli altri lo identificano, paradossalmente, indossando una maschera carnevalesca finalmente ci si sente liberi di essere se stessi.

Ora vediamo com'è nata questa festa, quando si festeggia e perchè il Carnevale si chiama così.

Questa festa così caotica e giocosa risale ai Saturnali Romani in cui temporaneamente si lasciava posto al rovesciamento degli obblighi sociali, al divertimento ed allo scherzo, è un'occasione di rinnovamento per tutti, al caos segue una rinascita poichè ritemprati dal divertimento si torna ad affrontare la quotidianità in modo più sereno, per i cristiani è anche un periodo di riflessione e purificazione per riconciliarsi con Dio prima della Pasqua.

Solitamente si festeggia tra febbraio e marzo o ad ogni modo nel periodo che va dalla festa di S.Antonio Abate sino al primo giorno della Quaresima, periodo sacro di 40 giorni in cui i cristiani ricordano i giorni di digiuno di Gesù nel deserto pregando, facendo opere caritatevoli e appunto seguendo digiuni, Carnevale è un termine che deriva dal latino: Carnem Levare cioè eliminare la carne. 

Tutti conoscono il Carnevale di Rio, in Brasile ma sono famosi anche quelli italiani per esempio quelli di Venezia e Viareggio. In Italia ogni Regione ha il suo carnevale. In Sardegna i più visitati sono: “Su Carrasciali Tempiesu” (OT) in cui sfilano numerosi carri stile Viareggio e “Sa Sartiglia” di Oristano (OR) in cui si assiste alla vestizione de Su Componidori che dal momento in cui sale su un palco per tutta la preparazione di rito poi monta direttamente sul cavallo evitando di poggiare i piedi per terra perchè deve restare incontaminato per poter benedire la folla che lo attende all'esterno lungo tutto il percorso in cui poi si eseguiranno le pariglie. Meritano di essere visti anche altri eventi legati al Carnevale, che si svolgono in altri centri dell'isola come a Mamoiada (NU) e Ottana (NU) dove sfilano adulti e bambini con le loro tipiche maschere in legno, pellicce e campanacci che ci riportano molto più indietro nel tempo, l'origine di queste maschere risalirebbe addirittura al Paleolitico, periodo in cui gli stregoni con travestimenti bestiali durante i riti magici, cercavano di scacciare gli spiriti maligni dalla comunità.

Si può quindi dire che il Carnevale, rivoluzionando l'ordine delle cose, permette poi agli uomini di ritornare rigenerati alla “normalità” ed affrontarla per un altr'anno con uno spirito più leggero.

C.Mellino


Pirati e galeone Alghero (SS)

Mini Tamburini

Lancio di coriandoli durante la sfilata!

Maschere della favola di Pinocchio.

Maschere di Ottana (NU)

Stendardo del gruppo "Lo mariner" - dall'algherese: il marinaio.
Donne col costume algherese adattato al carnevale, da notare i particolari ricami rosso corallo, reti da pescatore e conchiglie poste sullo scialle e nella gonna.

La classica maschera colorata da clown tanto amata dai bambini e non solo...